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Francesco Caminiti: erosione costiera, i numeri smentiscono Scurria

Affermare che “in otto anni nulla è cambiato” significa ignorare la realtà.

Le dichiarazioni del candidato del centrodestra Marcello Scurria sull’erosione costiera dimostrano, ancora una volta, di non conoscere il lavoro svolto in questi anni per la tutela del territorio.

La realtà è diversa da come viene raccontata: il problema dell’erosione a Casabianca è stato affrontato con una programmazione seria, che ha portato alla definizione di un progetto esecutivo corredato da tutti i pareri, compresi quelli ambientali, con le relative lungaggini burocratiche. La gara d’appalto, a cura del Commissario straordinario contro il dissesto idrogeologico, è ormai imminente. I fatti contano più delle parole.

Affermare che “in otto anni nulla è cambiato” significa ignorare la realtà.

Nel 2018 siamo partiti con 550 milioni di euro di debiti, senza progetti e con soli due dipendenti dedicati alla difesa del suolo, chiamati a occuparsi di torrenti, frane e 40 chilometri di costa a rischio erosione. Oggi possiamo dire di aver progettato, realizzato e collaudato 7 interventi in difesa della costa per 9.500.000 euro, mentre sono in corso ulteriori interventi per 4.500.000 euro, oltre a una programmazione concreta e complessiva che ha consentito alla città di dotarsi di un articolato parco progetti per il contrasto all’erosione costiera, sviluppato in sinergia con il Commissario regionale contro il dissesto idrogeologico.

La tutela delle coste messinesi è una questione complessa, legata alla particolare conformazione del territorio e all’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi. Proprio per questo l’Amministrazione ha scelto una strada precisa: passare dalla gestione delle emergenze alla pianificazione strutturale degli interventi.

La verità è che oggi Messina dispone di progettazioni strutturate ed esecutive, condizione indispensabile per intercettare e utilizzare i finanziamenti nazionali ed europei destinati alla difesa delle coste.

Per quanto riguarda i recenti eventi meteorologici, senza gli interventi già eseguiti i danni sarebbero stati di gran lunga superiori. Le difese realizzate hanno svolto il loro compito. Nella zona Sud, gli interventi realizzati prima e dopo il ciclone erano già stati programmati e finanziati: solo così è stato possibile intervenire tempestivamente per proteggere il tratto di costa esposto alle mareggiate, adottando misure di salvaguardia immediate a tutela delle abitazioni e delle infrastrutture.

Dalla Regione, ad oggi, non sono stati trasmessi fondi per fronteggiare i danni e ripristinare le infrastrutture di difesa danneggiate o indebolite dal ciclone.

La difesa delle coste non si affronta con slogan o polemiche elettorali, ma con progettazione, programmazione e interventi concreti.

Ed è esattamente il percorso che è stato avviato in questi anni.”

Lo dichiara Francesco Caminiti replicando a Marcello Scurria.

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