Definire una città “fuori dal circuito nazionale” o, peggio ancora, “sotto dittatura” – come sostenuto dalla Sottosegretaria Matilde Siracusano – significa utilizzare un linguaggio che poco ha a che fare con il rispetto delle istituzioni e con la volontà democratica dei cittadini.
Messina, negli ultimi anni, ha dimostrato di saper intercettare risorse, attuare programmazioni strategiche, accelerare investimenti e avviare un percorso di risanamento amministrativo concreto. I finanziamenti ottenuti, i progetti avviati e la riorganizzazione della macchina comunale sono dati oggettivi, non narrazioni.
Parlare di “isolamento” appare una lettura distorta della realtà amministrativa. Una città è isolata quando non produce risultati, non quando esercita autonomia politica nel rispetto delle regole democratiche.
La legittimazione di un Sindaco deriva esclusivamente dal voto popolare. Mettere in discussione questa scelta con toni allarmistici rischia di svilire il confronto politico e di delegittimare la volontà dei messinesi.
Messina non ha bisogno di essere “liberata”. Ha bisogno di continuità amministrativa, visione strategica e responsabilità istituzionale.
Io sostengo Federico Basile e il percorso politico avviato da Cateno De Luca. Senza ambiguità.

I corsari del sud