La situazione delle case popolari a Messina è attualmente caratterizzata da un intenso scontro politico e gestionale, focalizzato sul processo di risanamento delle baracche, l’acquisto di nuovi immobili e la gestione delle assegnazioni. La tensione coinvolge il Comune di Messina, l’Ufficio commissariale per il risanamento e l’IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), in un contesto di emergenza abitativa che vede circa un migliaio di famiglie in attesa di una soluzione. Ecco i punti chiave dello scontro e le notizie più recenti. A fine 2024 e inizio 2025 è scoppiata una forte polemica tra il sindaco Federico Basile e il sub-commissario per il risanamento, Marcello Scurria, riguardo alle strategie di acquisto degli immobili e alla gestione delle risorse. La situazione ha portato a frizioni sul controllo del processo di sbaraccamento.
- A metà febbraio 2025, è stata revocata la nomina a sub-commissario di Marcello Scurria, atto che ha causato ulteriori polemiche, con Scurria che ha evidenziato il venir meno del rapporto di fiducia politica. L’IACP ha dichiarato una sorta di “guerra” alle assegnazioni abusive e alla morosità, avviando indagini per regolarizzare la situazione. In particolare, sono finiti sotto i riflettori gli alloggi a Zafferia e la gestione delle famiglie in situazioni fragili. A febbraio 2026, si è acceso il dibattito su un nuovo regolamento comunale per l’assegnazione degli alloggi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica), definito da alcuni esponenti politici come “illegittimo” e foriero di contenziosi, richiedendo un ritorno in Consiglio comunale per le eventuali modifiche. Nonostante le nuove graduatorie pubblicate nel 2025, la carenza di alloggi pronti rimane ancora grave, con un forte divario tra la domanda e le case effettivamente disponibili.











