La nascita Arisme nel 2018, di cui si fa un gran parlare, non ha fatto altro che consentire l’eliminazione negli anni di tante baracche, inizia così la conferenza stampa settimanale Basile- De Luca. Appuntamento questo interrotto per le festività e per le avverse condizioni meteorologiche, che hanno portato al disastro dilagante di cui purtroppo sappiamo.
Parlare di risanamento è complicato, afferma l’Assessore al ramo, Mondello, e, guardando il video di presentazione, penso ad un percorso silenzioso e complicato. Quando con la legge del 2017 si è avuto il margine per creare Arismè: con una delibera comunale di ottobre 2018, per poi iniziare la sua attività nel 2019. Inizialmente, Cateno De Luca era stato deriso quando disse che entro dicembre avrebbe posto fine alla vergogna delle baracche. Abbiamo avuto il via libera dalla Regione, ma poi al Governo Nazionale “ci prendevano a pernacchie”, ma poi ce l’abbiamo fatta. Abbiamo consegnato 150 alloggi in un anno, a fronte di 500 in 30 anni. Poi negli anni siamo riusciti a procurarci fondi, sbloccando anche finanziamenti regionali dimenticati. Oggi si chiude la fase di emergenza e, adesso, si va alla programmazione futura. Un altro passaggio importante è Via Don Blasco con le Case D’Arrigo.
Non basta avere i fondi, sottolinea Fabrizio Gemelli, Presidente di Arismè, ma bisogna avere una visione su come spenderli. Grazie ai fondi PINQuA (Programma Innovativo per la Qualità dell’Abitare), riusciremo ad eliminare le baracche. Se hai dei fondi devi anche rispettare chi te li ha dati, e per chi ha ricevuto una nuova casa non ci può essere che gioia per un’evoluzione di tutta la famiglia, soprattutto dei figli.
Oggi, continua il Sindaco di Taormina, De Luca, parlano gli stessi personaggi che hanno avuto governi regionali e nazionali allineati e che non avevano fatto niente. Questi, però, sono sempre gli stessi e quelli che c’erano dietro le quinte che vorrebbero togliere il posto a De Luca. Io l’ho detto sin da subito con il “Patto della Madonnina”, siamo riusciti a portare 400 milioni di risorse. Tra l’altro non era solo un risanamento materiale, ma anche di eliminare la cultura del “lebbrosario”, perché i cittadini consideravano gli abitanti delle baracche come appestati e, loro, di contro si ritenevano legittimati a fare quello che volevano, perché si sentivano esclusi dalla Città. Siamo riusciti a cambiare passo, grazie anche a Marcello Scurria, perché, sottolinea De Luca, io i meriti li riconosco, ma a chi si prende i meriti non ci sto. E alzando i toni dice, io temo che quando inizieremo la campagna elettorale, e qui scende il gelo nella sala, ci confronteremo con persone di nessun valore, gente non considerata da nessuno che vuole mettersi in mostra. Mi sa che ci confronteremo con gente di una pochezza estrema. Ci tengo a precisare che pur riconoscendo i meriti, non permetto a nessuno di prendersi i meriti di quello che solo io in questo settore ho avuto il coraggio di fare.
È stata la volta di presentare la new entry nel progetto “Sud chiama Nord”, Renato Coletta, consigliere della IV circoscrizione, un personaggio non nuovo alla politica, ma che ora si identifica in questo progetto, non accettando il livore politico di questi ultimi tempi.
Sta venendo con noi gente in buona fede, gente che vuole fare diventare di Messina, un modello nazionale di buona amministrazione, conclude De Luca.
Ovviamente, non poteva mancare il tema dimissioni, per cui Basile sottolinea che agirà sempre nell’interesse della Città e, come già detto per dare uno scossone politico al dibattito cittadino. Comunque se dimissioni ci saranno, viene in supporto De Luca, Basile lo farà perché ci sono dei retroscena. Smettiamola col dire che la scelta è condizionata dal “non abbiamo soldi”. Quindi ancora non sciolgono la riserva sulla scelta, pur facendola sembrare molto probabile, ma in quel caso, sottolinea De Luca sveleremo i retroscena che chi ci guarda dall’esterno non può conoscere.










