Il congresso cittadino dei Giovani Democratici di Messina, svoltosi nel pomeriggio del 22 dicembre, rappresenta una delle pagine più tristi della recente storia politica locale. Prima ancora di entrare nel merito delle numerose irregolarità procedurali e delle condotte apertamente antidemocratiche che hanno caratterizzato l’assise, è necessaria una riflessione di natura politica. Oggi i Giovani Democratici di Messina appaiono come un’organizzazione svuotata di contenuto, esistente più sulla carta che nella realtà, priva di una reale legittimazione politica e ridotta a mero contenitore per la spartizione di cariche e posizioni di sottopotere da parte di una ristretta cerchia di dirigenti. Da tempo l’organizzazione cittadina appare svuotata di contenuto politico, ridotta a mero strumento per la gestione di cariche e posizioni di potere. Il biennio appena concluso è stato caratterizzato da una totale assenza di iniziativa e confronto, senza che nessuno abbia mai assunto responsabilità politiche per il declino dell’organizzazione. A denunciare quanto accaduto è Francesco Carabellò, che non ha potuto presentare ufficialmente la sua candidatura alla segreteria provinciale per la lista Alta Marea: “I tesserati che nel congresso del 2022 hanno assunto il controllo dell’organizzazione hanno escluso la nostra componente da qualsiasi processo decisionale. Dichiarano di aver convocato una Direzione provinciale per deliberare sul congresso, ma in tre anni non risulta alcuna convocazione ufficiale, documentazione pubblica o comunicazione agli iscritti circa l’esistenza, la composizione o le deliberazioni di tale organo. L’istituzione della Commissione provinciale di garanzia è avvenuta senza la pubblicazione di verbali o atti ufficiali, in violazione dei principi di trasparenza e partecipazione statutariamente previsti.” Ancora più gravi le dinamiche registrate durante il congresso cittadino, come denunciato da Emilia Pace, candidata alla segreteria cittadina della stessa lista: “Quello che avrebbe dovuto essere il congresso della rinascita, dopo anni di paralisi politica, si è trasformato in una finta. Nel momento in cui chiedevamo l’apertura di un dibattito politico, è stata imposta una votazione in un clima di totale disordine, senza alcuna verifica dell’identità o della regolarità del tesseramento dei votanti. Mi è stato inoltre impedito di esporre le linee programmatiche della mia candidatura e, dopo la proclamazione, la nuova segretaria ha abbandonato l’aula sottraendosi a qualsiasi confronto. Per queste ragioni non riconosceremo la legittimità del nuovo mandato.” La risposta della lista Alta Marea sarà politica e militante: non smetteremo di essere presenti sul territorio e continuare a fare politica, come abbiamo sempre fatto, cercando di rappresenare le istanze della nostra generazione che in territorio come quello Messinese e siciliano, più che in molti altri, soffre la paura del futuro. E ancora: interviene Gabriele Destro, membro del circolo di Tortorici: “Siamo considerati scomodi perché chiediamo il rispetto delle regole e comunicazioni trasparenti. Tuttavia, fino ad oggi non si era mai arrivati a una vera e propria esclusione. Noi continuiamo a fare politica, facendoci sentire” Quanto accaduto impone una riflessione seria e immediata sul metodo, sul rispetto delle regole e sul valore della partecipazione democratica. Le priorità dovrebbero essere quelle di parlare e discutere di un territorio che porta tantissimi giovani ad allontanarsi. Non questo”










