Una data, due destini
Trent’anni fa, Nino Scaffidi era immobile in un letto d’ospedale, in lotta tra la vita e la morte dopo un incidente mentre andava a scuola. Oggi, nella stessa identica data, l’artista milazzese sarà uno dei 70 mila partecipanti della New York City Marathon: 42 chilometri che non valgono una medaglia, ma un simbolo di rinascita.
“Non corro per vincere – dice – ma per dire al mondo che si può ricominciare”.
Un milazzese tra i giganti della maratona
Scaffidi correrà con i colori del Meeting Sporting Club di Milazzo, che lo ha già visto protagonista in maratone a Milano, Roma e Palermo. Ma questa volta è diverso: New York rappresenta il suo traguardo più importante.
“È la mia gara della vita”, racconta. Attraverserà i cinque distretti della Grande Mela tra musica, applausi e lacrime.
L’artista che corre per vivere
Poliedrico e instancabile, Nino è pittore, performer e volto noto per le sue apparizioni in tv. La corsa, negli ultimi anni, è diventata per lui una forma d’arte, un modo per esprimere la propria libertà.
“Ogni passo mi ricorda che sono vivo. La corsa mi ha restituito ciò che avevo perso”.
L’abbraccio della città
Prima della partenza, Nino ha ricevuto il saluto ufficiale della sua città. A Palazzo dell’Aquila, il sindaco Pippo Midili e l’assessore Antonio Nicosia gli hanno consegnato un gagliardetto, simbolo di Milazzo che porterà con sé a New York.
“Un esempio di forza e speranza per tutti noi”, ha detto il primo cittadino.
Una corsa che vale più di un traguardo
Il 2 novembre, data del suo incidente, Nino correrà tra Manhattan, Brooklyn e il Bronx. Non per vincere, ma per trasformare il ricordo di un giorno drammatico in un inno alla vita.
“Spero di arrivare al traguardo col sorriso. Questa è la mia rinascita”.
Con la sua corsa, Nino porta un messaggio universale: anche dopo la caduta più dura si può rinascere, correndo verso il futuro a testa alta.
Francesco Zullo











