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Messina città turistica, Tiano: servono competenze reale, non improvvisazione politica

Messina non può permettersi di sprecare ancora tempo e risorse

In tutte le attività che si rispettano, prima di assumere un ruolo
dirigenziale, è necessario conoscere bene la pratica, la tecnica e la
legislazione del settore. Questo vale ancora di più per il turismo, un
mondo vasto, trasversale e in continua evoluzione. Eppure, nella
realtà messinese, sembra che basti poco per essere considerati
“esperti” o, peggio, per ricoprire incarichi chiave. Facciamo
un’analisi lucida della situazione. Chi sono oggi i veri esperti del
settore turistico? Tra quelli che siedono nei palazzi, nelle pubbliche
amministrazioni, nei dipartimenti, o chi per mestiere si esprime
quotidianamente sui media come se avesse piena competenza? Ve lo dico
con chiarezza: a Messina, oggi, non c’è nessuno che possa definirsi un
esperto a 360° del turismo. Alcuni conoscono bene la ristorazione,
altri l’alberghiero, altri ancora si muovono nel mondo dei viaggi. Ma
il turismo non è solo una somma di comparti: è un ecosistema
complesso, che richiede visione, programmazione, conoscenze
legislative e capacità di adattamento continuo alle trasformazioni del
mercato. È un settore che cambia più velocemente degli altri. Il
turismo evolve ogni anno, in modo rapido e a volte imprevedibile.
Cambiano le esigenze dei viaggiatori, le tecnologie e i canali di
prenotazione, la normativa (regionale, nazionale ed europea) e la
sensibilità ambientale e sociale. Chi opera nel settore senza
aggiornarsi resta indietro. Chi governa senza conoscere crea danni
strutturali: finanziamenti mal gestiti, piani di sviluppo inadeguati,
promozione inefficace, mancata valorizzazione delle risorse locali.
Diciamolo apertamente ai politici e agli amministratori: basta fingere
di essere “esperti”. È quasi grottesco sentirli parlare di turismo
come se fossero dei luminari. Le loro dichiarazioni spesso non vanno
oltre slogan, frasi ad effetto o promesse vaghe. Dove sono le
competenze reali? Dove sono i piani operativi, le analisi di settore,
gli indicatori di performance? Messina, oggi, non può essere lasciata
in mano a “nessuno” sotto il punto di vista turistico. Il silenzio
della stampa rappresenta un’altra grave responsabilità. È grave il
loro silenzio. Dove sono i giornalisti che dovrebbero denunciare le
vere mancanze del settore turistico? Dove sono le inchieste, gli
approfondimenti, le interviste a esperti del settore? Si parla solo di
eventi, sagre e picchi di presenze estive, ma si tace sui problemi
strutturali: dov’è la formazione dei dirigenti pubblici, chi deve
interpretare le normative confuse e disapplicate di settore, chi deve
attingere ai fondi europei, chi si occupa delle problematiche della
gestione del demanio e dei porti turistici? Per non parlare della
totale mancanza di una strategia integrata. Non si tratta di criticare
per partito preso. Si tratta di chiedere una svolta seria.

Cosa servirebbe davvero?

1.    Formazione obbligatoria e continua per chi lavora nel settore
pubblico del turismo.

2.    Incarichi affidati a persone con competenze reali, non a figure politiche.

3.    Pianificazione pluriennale, fondata su dati, analisi e confronto
con il territorio.

4.    Un osservatorio turistico provinciale indipendente, con funzioni
di monitoraggio e proposta.

5.    Una stampa coraggiosa, che approfondisca e denunci, anziché
limitarsi a riportare comunicati stampa.

Messina non può permettersi di sprecare ancora tempo e risorse. Il
turismo è una delle poche leve economiche e sviluppo dell’intera
Isola. Ma non si governa con improvvisazione, approssimazione o
superficialità. Chi si propone di guidare il settore, prima studi. Poi
parli.

Franco Tiano

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