Antonio Mazzeo – uno dei due attivisti italiani sequestrati dall’Idf sulla nave Handala della Freedom Flotilla Coalition – è atterrato intorno alle 12 all’aeroporto di Fiumicino. A ciascun attivista sono state presentate due opzioni: accettare la cosiddetta “deportazione volontaria” – come ha fatto Mazzeo – oppure rimanere in detenzione e comparire davanti a un tribunale per la revisione della detenzione, in vista comunque della deportazione entro le 72 ore.
Le prime parole sono state queste: “Mare Nostrum oramai è di Israele’.
Nota di Sud chiama Nord
“Esprimiamo grande soddisfazione per il rilascio del professor Antonio Mazzeo, arrestato ieri dalle forze di difesa israeliane nei pressi di Gaza durante una missione umanitaria. Ringraziamo il governo nazionale per l’importante lavoro diplomatico svolto in queste ore.
Un sentito ringraziamento va anche al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, che ha prontamente accolto il nostro appello rendendosi disponibile a convocare apposita seduta parlamentare in accordo con il Governo per affrontare la vicenda.”
Lo dichiarano in una nota i deputati del gruppo Sud chiama Nord all’Ars, Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto