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Nasce “Agorà – Spazio Migrante(S)”, una redazione multimediale formata da giovani comunicatori interculturali

Il progetto, ideato dall’Ufficio Migrantes di Messina e finanziato dalla Fondazione
Migrantes con le risorse dell’8 per mille della Chiesa Cattolica, punta a favorire il
dialogo e l’incontro tra diverse culture attraverso la comunicazione, lasciando spazio e
protagonismo alle nuove generazioni.
Uno spazio comune, quello di “Agorà – Spazio Migrante(S)”, attraverso cui dare voce ai tanti
“giovani con un background migratorio” che oggi, come confermano i numeri, rappresentano una
fetta importante del tessuto sociale.
Lo strumento sarà quello di una redazione multimediale composta da giovani, liceali e universitari,
che – microfono e telecamera alla mano – racconteranno sé stessi e i luoghi in cui vivono. Un
gruppo eterogeneo in cui si sperimenta la bellezza ma anche la complessità dell’incontro tra culture,
per trasformarla in una comunicazione capace di superare stereotipi e pregiudizi, e offrire così una
“nuova narrazione” dei processi migratori che hanno contribuito a cambiare il volto delle nostre
città e del nostro Paese.
L’idea progettuale, promossa dall’Ufficio diocesano Migrantes di Messina e finanziata dalla
Fondazione Migrantes grazie ai fondi dell’8 per mille della Chiesa Cattolica, nasce dall’esigenza di
valorizzare in modo concreto e costruttivo il protagonismo dei “giovani con background
migratorio”, che abitano il nostro territorio e ne costituiscono una risorsa, spesso non
adeguatamente valorizzata.
Obiettivo del progetto è utilizzare la comunicazione come strumento di inclusione sociale,
promuovendo il dialogo interculturale all’interno del territorio dell’Arcidiocesi. L’iniziativa si
rivolge a tutti coloro che, a vario titolo, fanno parte della nostra comunità: giovani nati e cresciuti in
Italia, figli di storie migranti, nuovi arrivati o persone di passaggio. A ciascuno è riconosciuto un
ruolo attivo nella costruzione di una società plurale, contrastando stereotipi e favorendo forme di
partecipazione autenticamente inclusive.
Oltre, infatti, ad una significativa presenza di ragazzi di seconda generazione nati e cresciuti in riva
allo Stretto, appartenenti alle comunità filippina e srilankese, tra le principali presenze straniere in
città, negli anni successivi alla pandemia è cresciuta in modo esponenziale anche la popolazione
studentesca nella sua componente internazionale. I dati relativi alle immatricolazioni di studenti
internazionali parlano chiaro: 475 iscritti nell’anno accademico 2020-2021 (66 UE; 409 extra UE),
616 nell’anno accademico 2021-2022 (59 UE; 557 extra UE), 1.016 nell’anno accademico 2022-
2023 (82 UE; 934 extra UE), 1.085 nell’anno accademico 2023-2024 (69 UE; 1.016 extra UE).
Complessivamente, nei quattro anni accademici, l’Università degli Studi di Messina ha registrato
l’iscrizione di 6.281 studenti stranieri, provenienti da oltre 107 Paesi. Dagli iscritti, risulta che le
nazionalità più rappresentate sono: iraniana (744), indiana (565), pakistana (498), kirghisa (412),
vietnamita (380), etiope (329), kazaka (314), rumena (279), turca (265), israeliana (252).
Sul fronte dell’inclusione accademica degli studenti stranieri, l’Ateneo ha adottato negli anni una
serie di interventi strutturali volti a garantire il diritto allo studio a rifugiati e richiedenti asilo. A
partire dal 2016, con l’istituzione del Centro di Ateneo per la Migrazione, l’Integrazione Sociale e
la Comunicazione Interculturale (CEMI), sono state attivate misure di agevolazione che includono
l’esonero totale dalle tasse universitarie, il potenziamento dei servizi di vitto e alloggio, e altri
benefici dedicati all’accoglienza e al supporto degli studenti.
L’Ateneo ha inoltre attivato specifici corridoi universitari per studenti provenienti da Afghanistan e
Ucraina e, dall’anno accademico 2021/2022, partecipa al progetto UNICORE (University Corridors
for Refugees) promosso dall’UNHCR, in collaborazione con le realtà locali del privato sociale, tra
cui l’Arcidiocesi di Messina.

«Di fronte a questo straordinario patrimonio umano – spiega il diacono Santino Tornesi, Direttore
dell’Ufficio Migrantes di Messina – abbiamo sentito l’urgenza di costruire uno spazio pensato per
quei ragazzi che vivono pienamente la città, ma che troppo spesso faticano a esprimere il proprio
punto di vista. In molti casi, infatti, si sentono percepiti come ‘estranei’, come qualcosa di altro.
Con questo progetto vogliamo invece dimostrare che, anche partendo da storie, culture ed
esperienze molto diverse, è possibile incontrarsi e riconoscersi. È proprio in questi punti di contatto
che può nascere un autentico dialogo interculturale, capace di arricchire non solo chi vi partecipa,
ma l’intera comunità».
È già stato costituito un gruppo redazionale composto da giovani comunicatori interculturali,
affiancati da docenti e professionisti del settore che, in modo gratuito e volontario, metteranno a
disposizione le proprie competenze per un percorso formativo dedicato alle principali tecniche di
comunicazione, giornalismo, storytelling e utilizzo degli strumenti multimediali.
«A testimonianza dell’impegno concreto dell’Ufficio Migrantes di Messina e della Fondazione
Migrantes nel dare spazio e fiducia ai giovani in ogni fase del progetto – ha sottolineato il diacono
Santino Tornesi –, il coordinamento sarà affidato a Giulia Cavallaro, studentessa universitaria, già
responsabile della testata giornalistica dell’Ateneo messinese UniVersoMe.»
I contenuti giornalistici che man mano verranno realizzati dai ragazzi (articoli, interviste video,
podcast, ecc…) verranno diffusi ai diversi organi di informazione e per poi essere rilanciati anche
sui canali social di “Agorà – Spazio Migrante(S)”.

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