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La prima lezione della Scuola di Liberalismo 2025 di Messina nel segno del ricordo della corsista Sara Campanella

Ha preso ufficialmente il via l’edizione 2025 della Scuola di Liberalismo di Messina

Con il primo incontro, tenutosi giovedì 3 aprile dalle 16.30 alle 18 presso il
Dipar<mento COSPECS dell’Università di Messina ed in direEa streaming sulla
piaEaforma MicrosoG Teams, ha preso ufficialmente il via l’edizione 2025 della Scuola
di Liberalismo di Messina, promossa dalla Fondazione Luigi Einaudi ed organizzata in
collaborazione con l’Università degli Studi di Messina e la Fondazione Bonino-Pulejo.
Il corso, giunto alla sua quaEordicesima edizione, si ar<colerà in 12 lezioni, dedicate
alle opere degli autori più rappresenta<vi del pensiero liberale: ciò con l’obieYvo di
approfondire, sopraEuEo a beneficio dei più giovani, la conoscenza dei principi e dei
valori del Liberalismo, nonché di formare ciEadini responsabili e consapevoli dei
complessi processi di trasformazione che stanno aEraversando la poli<ca, l’economia,
il diriEo e la società dei giorni nostri.
Nel presentare il nuovo ciclo di incontri, il Prof. Pippo Rao (DireEore Generale della
Scuola) ha ricordato che la nuova edizione è in<tolata alla memoria dell’illustre
liberale messinese Gaetano Mar<no, in occasione dei 125 anni dalla sua nascita, ed
ha rivolto un pensiero al recentemente scomparso prof. Lorenzo Infan<no, uno dei più
influen< interpre< del pensiero liberale e una figura fondamentale nel mondo
accademico e culturale italiano ed internazionale, che la Scuola di Liberalismo di
Messina ha avuto l’onore di ospitare in qualità di relatore in numerose passate
edizioni.
Successivamente, con dolore e commozione, il Prof. Rao si è soffermato sulla violenta
morte di Sara Campanella, studentessa 22enne del corso di laurea in Tecniche di
Laboratorio Biomedico del Dipar<mento BIOMORF (Scienze Biomediche,
Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali) dell’Università di
Messina, barbaramente uccisa a Messina nella giornata di lunedì 31 marzo da un
collega di corso.
Sara, ha rivelato Rao, non solo era, citando le parole della ReErice Prof.ssa Giovanna
Spatari, «una studentessa brillante e piena di promesse», ma era altresì una delle
corsiste della Scuola di Liberalismo 2025 di Messina, alla quale si era iscriEa qualche
giorno prima del suo brutale assassinio: con ciò palesando un forte desiderio di
crescita nel campo della conoscenza, che andasse oltre il suo percorso di studi
universitari.
Come ha soEolineato Rao, «l’uccisione di Sara ci colpisce e ci preoccupa per il ripetersi
dei femminicidi che sembrano inarrestabili, fru6o di un ritardo nella cultura
dell’uguaglianza dei generi. Questa violenza colpisce anche il conce6o di libertà e la
rende più debole. In questo ci soccorre Stuart Mill, definito dalla Prof.ssa Annamaria
Anselmo “il filosofo femminista” allorquando afferma: “Le libertà che tu6e e tuI
dovrebbero avere in una società sono quelle di coscienza, di pensare, di senJre, di
opinione e di senJmento”. Con l’uccisione di Sara, tu6e queste libertà sono state
colpite. “Nessuna società sarà mai libera”, afferma ancora Mill, “se non acce6a quesJ
principi senza riserve”».
«Rispe6eremo il desiderio di Sara di essere con noi nelle 12 lezioni previste» ha
dichiarato Rao «e la me6eremo simbolicamente presente ad ogni lezione, dedicandole
un a6estato di partecipazione. La prima firma di presenza la apporrò io, e nei prossimi
incontri faremo a giro con gli altri membri del comitato organizzatore della Scuola».
In chiusura del suo intervento, Rao ha annunciato che, in aggiunta alle borse di studio
già messe in palio a favore dei corsis< al termine del ciclo di incontri, verranno
stanziate ulteriori due borse di studio dedicate alla memoria di Sara Campanella, del
valore di € 500 ciascuna, grazie alla sensibilità del Prof. Gianni Toscano, Docente di
materie giuridiche presso l’Università di Messina, e dell’Avv. Giovanni Rao, libero
professionista operante presso il Foro di Brescia. Perché, come auspicato dai due
generosi sostenitori, presen< all’incontro, «anche nella tragedia più efferata può e
deve nascere la speranza per un futuro migliore».
Dopo un doveroso minuto di raccoglimento in ricordo di Sara Campanella, la parola è
passata al Prof. Giuseppe Gembillo (DireEore Scien<fico della Scuola), che ha svolto
una lecJo magistralis sull’opera “1984” di George Orwell, celeberrimo romanzo di
fantascienza distopica (scriEo nel 1948) che racconta le vicende ambientate in un
ipote<co mondo futuro dominato da un governo di stampo totalitario, capeggiato dal
“Grande Fratello”: un misterioso personaggio invisibile che <ene costantemente soEo
controllo la vita dei ciEadini, mediante l’uso di speciali teleschermi. Un libro, quello di
Orwell, che mira a denunciare, in forma sa<rica, le perversioni e gli abusi dei regimi
diEatoriali, la sorveglianza di massa, la manipolazione delle verità e dei faY, la
repressione delle libertà e l’irreggimentazione dei comportamen< degli individui
all’interno della società: contenuti che rendono oggi questo scritto più che mai attuale,
visto il preoccupante moltiplicarsi delle autocrazie nel panorama globale.
Pippo Rao
Direttore Generale della Scuola di Liberalismo di Messina

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