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Policlinico Messina: aggressione in Pronto Soccorso

Fondamentale intervento del Poliziotto in turno al posto fisso

Nel pomeriggio di ieri, agenti della Polizia di Stato hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato di
una donna di 57 anni, resasi responsabile di lesioni ai danni di un’esercente la professione sanitaria.
A procedere, il personale del Posto Fisso di Polizia presso il Policlinico e gli agenti delle Volanti di
Messina, intanto intervenuti in ausilio.
In particolare, la cinquantasettenne, mentre era in attesa di essere visitata al triage del Pronto Soccorso
dell’Ospedale Policlinico, con una stampella aveva colpito un’infermiera che, ferita al ginocchio destro,
ha riportato lesioni successivamente giudicate guaribili in 4 giorni. L’immediato intervento
dell’operatore del Posto Fisso di Polizia ha scongiurato il peggio.
A nulla sono valsi i tentativi di tranquillizzare la paziente che, nella circostanza, andata su tutte le furie
per l’asserita attesa, ha tentato di colpire chiunque le capitasse a tiro, insultando il poliziotto ed il
personale sanitario presente. Nell’occorso, l’agente del Posto Fisso di Polizia – colpito anch’esso al
torace – ha riportato una prognosi di 3 giorni.
Per tali motivi, la cinquantasettenne, una volta assicurata anche con l’ausilio dei poliziotti delle Volanti,
è stata tratta in arresto in flagranza del reato di lesioni ai danni di esercente la professione sanitaria, ed
altresì indagata per oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Nelle more dell’udienza di convalida, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la donna è stata ristretta
agli arresti domiciliari.
Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito e nel rispetto dei
diritti dell’indagata che, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, è da presumersi
innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che il
giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo e imparziale,
potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo all’indagata.

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