Nell’ambito del Giubileo dei
Giornalisti, dopo il passaggio per la porta santa, si è svolta nella sala Paolo VI l’udienza con il Papa, a seguito di un pellegrinaggio con il passaggio attraverso la Porta Santa.
L’incontro ha avuto inizio con un ringraziamento alla miriade di partecipanti provenienti da 138 Paesi.

Dobbiamo interrogarci su come può essere difficile la ricerca della verità e facile diffondere la falsità, esordisce il giornalista e scrittore Mario Calabresi, introducendo gli interventi della giornalista filippina, premio Nobel per la Pace 2021, Maria Ressa, e del giornalista Colum McCann. Possiamo essere una risorsa per la società, ma anche essere il suo veleno. Cerchiamo di essere segni di speranza nel comunicare sempre la verità.
La domanda da cui partire: “Si può ancora comunicare la speranza o con speranza? O è solo una comunicazione disperata, ricca di cronaca nera, che incoraggia all’odio?”
Noi, però, dobbiamo parlare del bene, con segni di speranza, come: gente che resiste e che si fa prossimo agli altri.
In questo momento, siamo invece, seminatori di rabbia e di disperazione, noi invece dovremmo essere seminatori di speranza e di cambiamento, altrimenti affosseremo la nostra società.

Maria Ressa
Dobbiamo comunicare con empatia, afferma tra l’altro la Ressa, ci sono tanti paesi nel mondo e spesso l’informazione viene distratta con altre cose. Chi controlla la verità controlla la gente.
Con l’uso del digitale tante volte si è perso l’uso della comunicazione in presenza, di fatto: Io sono perché noi siamo. Dobbiamo comunicare bene, conclude, accogliendo tutti anche le differenze di genere.

Colum McCann
Non possiamo vendere le storie al supermercato, sottolinea il giornalista McCann. Nel tempo quello che è vero è diventato falso e viceversa. Dobbiamo riuscire a comunicare noi stessi e fare una narrazione che è personale e diversa per ciascuno di noi. Per questo dobbiamo connetterci con ognuno, nel raccontare una storia, perché solo insieme potremo fare tanto.
Dopo questi interventi è seguito poi il concerto del Maestro Uto Ughi che ha suonato le musiche di Astor Piazzolla.





Alla fine della pregiata esibizione, è arrivato Papa Francesco: Avevo pronto un discorso di 9 pagine, esordisce, ma visto che è quasi ora di pranzo, questo discorso lo mettiamo da parte, dandolo al Prefetto. Quello che comunque voglio dirvi è che: Comunicare è uscire un po’ da se stesso, per dare il mio all’altro. Comunicare è una cosa importante, comunicare è una cosa divina e bisogna farlo nella verità.Prima di poter comunicare la verità, bisogna, però, chiedersi se si è veri dentro nel proprio essere e nel proprio agire. Grazie per quello che fate, conclude il Papa e impartisce la benedizione su tutti i giornalisti.

Poi passa tra i presenti per salutarli.










