Vi sono ancora troppi lati oscuri sulla morte del 29enne messinese Ivan Domenico Lauria, avvenuta nel carcere di Catanzaro nella tarda serata di ieri. I certificati medici parlano di arresto cardiaco ma secondo la mamma sarebbe stato picchiato, lo dimostrerebbero alcune foto. Ma soprattutto secondo il suo avvocato non avrebbe mai dovuto restare in carcere. Il ragazzo, detenuto per droga, una lunga fedina penale, era tossicodipendente, aveva problemi psichiatrici e più volte il legale ha provato ad avvicinarlo alla famiglia e assicurargli le cure, ma senza riuscirci. “Chiediamo che sia fatta chiarezza sia sulla sua morte – ha evidenziato l’avvocato Pietro Ruggeri – sia sul perché questa tragedia non è stata evitata. Sono rimaste inascoltate le nostre istanze e anziché essere curato il ragazzo è stato trasferito di carcere in carcere, la sua situazione è andata peggiorando fino al tragico epilogo”.










