Nell’ambito di articolate attività di polizia giudiziaria coordinate dalla Procura della Repubblica di Messina, ed in particolare dal dipartimento che tratta i reati contro la Pubblica Amministrazione, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina stanno dando esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale peloritano, con cui è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un funzionario della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate e quella interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione, della durata di 12 mesi, per due commercialisti messinesi.
Gli ulteriori approfondimenti, quindi, portavano alla luce, secondo ipotesi d’accusa, un contesto illecito assai più ampio, in cui risultavano coinvolti anche due commercialisti che, in accordo con il pubblico ufficiale, si facevano portavoce delle indebite richieste del funzionario, incentivando i clienti ad elargire sponsorizzazioni. Inoltre, le imprese che avevano assecondato siffatte richieste ottenevano anche un beneficio fiscale, portando in deduzione le spese di sponsorizzazione effettuate.
I titolari delle aziende indotti alle “sponsorizzazioni”, complessivamente 4 persone, sono stati parimenti indagati per aver indebitamente corrisposto i relativi benefici, ricercando un illecito vantaggio in procedure amministrative. Le indagini, tra l’altro, permettevano di rilevare, la natura fittizia delle medesime sponsorizzazioni, stante l’inesistenza di qualsiasi attività pubblicitaria da parte della Associazione Sportiva Dilettantistica.
Il provvedimento cautelare interviene nella fase delle indagini preliminari ed è basato su imputazioni provvisorie, che dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, nel rispetto, pertanto, della presunzione di innocenza che l’art. 27 della Costituzione garantisce ai cittadini fino a sentenza definitiva.
Aggiornamenti
L’INDAGINE NATA DA UNA DENUNCIA DI MARIANO BILTES DEL 2021.
L’attività investigativa nata dalla denuncia di Biltes “permetteva di svelare un consolidato sistema illecito, promosso ed attuato dal funzionario Gullo il quale, abusando dei propri poteri e della propria funzione, e mediante l’intermediazione dei due commercialisti… si procacciava utilità consistenti in contratti di sponsorizzazione in favore della “TT Top Spin Asd”, società di tennis da tavolo, legalmente rappresentata da Giuseppe Quartuccio e di cui Gullo risultava essere Team Manager”.
La denuncia di Mariano Biltes, nella sua qualità di amministratore unico della Telebingo srl e della Zilly srl, entrambe operanti nel settore delle lotterie e delle scommesse, risale a due anni fa, più precisamente al 6 ottobre del 2021. Biltes denunciava che, a seguito dell’emergenza sanitaria conseguente alla diffusione del covid-19, aveva presentato richiesta di ‘ristori’ previsti da un decreto legge del 2020.
L’importo richiesto all’Agenzia delle Entrate nel gennaio del 2021 era di circa 150mila euro per ogni società. Successivamente Biltes aveva verificato che le sue istanze erano state sospese e dopo una richiesta di chiarimenti gli veniva assicurato “la celere trattazione della pratica”.
Ma anche nei mesi successivi, dell’erogazione dei contributi non se ne vide neppure l’ombra, tanto da costringere l’imprenditore italo-argentino a richiedere un prestito in banca.
A Biltes non resta quindi altro che denunciare alla Guardia di Finanza che “(il commercialista, ndr) D’Andrea aveva riferito di essere riuscito ad ottenere lo sblocco delle istanze presentate solo dietro promessa di una sponsorizzazione a favore della squadra di tennis tavolo “TT TOP SPIN” di cui Gullo era Team Manager”. L’accordo raggiunto con Gullo per lo sblocco della pratica prevedeva “di versare 2500 euro per ciascuna società a titolo di sponsorizzazione a favore della squadra Top spin, di cui si mostrava pronto a fornire l’Iban”.
Mariano Biltes non ci sta a sottostare al “sistema di procacciamento delle sponsorizzazioni posto in essere dal Gullo”, non accetta la condizione strettamente “connessa al danno contra ius prospettato, ovvero alla mancata erogazione dei contributi”.
E’ a questo punto che, secondo le risultanze degli inquirenti, il commercialista D’Andrea “evidenzia come tale sponsorizzazione fosse adempimento necessario per lo sblocco delle pratiche”.
“…Questa è la zita e sa da fare, se non la pagate voi la devo pagare io…”. Per D’Andrea il pagamento sarebbe “un obbligo” senza il quale le pratiche dei ristori avrebbero avuto dei rallentamenti se non addirittura degli arresti. “Questa richiesta è da Procura” rispose alterato Biltes al commercialista D’Andrea che provvederà successivamente a sostituire con un altro commercialista.
Gullo, sempre secondo l’accusa, “strumentalizzando la propria funzione, rappresentando il pagamento di sponsorizzazioni alla “TT TOP SPIN ASD” quale condizione per l’ottenimento dei ristori e lo sblocco delle relative pratiche, nonché ritardando i pagamenti e sollecitando il commercialista delle società, ha tentato di costringere la Telebingo s.r.l. e la Zilly s.r.l. (di Mariano Biltes, ndr) ad elargire un contributo di euro 2.500 ciascuna, a titolo di sponsorizzazione in favore della società sportiva TT TOP SPIN ASD (di cui il GULLO era Team manager), non riuscendo nell’intento per la ferma opposizione dell’amministratore delle società che sporgeva denuncia”.
“L’indagato ulteriormente – scrive il gip Finocchiaro nella misura cautelare -, strumentalizzando la propria funzione, si è procacciato
finanziatori della società sportiva tra i clienti dei professionisti che, per lavoro, si rapportavano con lui e – proprio tramite l’intermediazione dei commercialisti D’Andrea e Grussu – ha indotto la SACCNE Petroli s.p.a., la NESTLER Combustibili, la ditta di Simona PAGANO e la Toro Nero s.r.l. a stipulare dei contratti di sponsorizzazioni con la summenzionata Associazione Sportiva, senza tuttavia che alla stipula sia seguita l’effettiva sponsorizzazione, seppur le fatture siano state poi portare in detrazione dalle varie società”.










