A Messina i parcheggi di interscambio sono stati progettati per permettere ai cittadini di parcheggiare la macchina e muoversi a piedi o con i mezzi pubblici. Uno di questi parcheggi, che sta suscitando numerose polemiche è quello in costruzione in via Stagno d’Alcontres, sul torrente Papardo, Un parcheggio posizionato tra la Panoramica dello Stretto e via Consolare Pompea. Si tratta di un Parcheggio a raso che stringerebbe le corsie in entrambe i sensi di marcia dell’arteria, limitandole, così come da progetto, ad un’ampiezza massima di 3,90 metri, una larghezza sufficiente per far passare un solo veicolo alla volta. La domanda che si porrebbe anche la famosa casalinga di Voghera è la seguente: “se un’ambulanza dovesse attraversare la strada d’urgenza ne sarebbe impossibilitata, anche perché a valle dell’arteria c’è il semaforo che determinerebbe un inevitabile ingorgo automobilistico. Quali le soluzioni ?” Lasciando stare i fastidi di viabilità prodotti per i lavoratori della vicina Università degli studi , si ricorda che a valle, sulla via Consolare Pompea, sono presenti una moltitudine di scuole e asili, che determinano un flusso veicolare già oggi, senza l’aggravio del parcheggio di interscambio, di difficile gestione. Quindi senza ombra di dubbio, per quanto riguarda la viabilità cittadina, i parcheggi di interscambio di via Stagno d’Alcontres hanno maggiori criticità degli ormai famosi cordoli della discordia assemblati in Corso Cavour e nel Viale San Martino. Ma a ben guardare ogni struttura costruttiva ha un suo risvolto positivo, quella del parcheggio di interscambio potrebbe rappresentare un riferimento planimetrico da divulgare didatticamente in convegni professionali di settore su come non fare un’opera pubblica.











