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Bloccata la politica messinese da un mese

MessiAccomuna:con il “cambio di passo”, De luca tenta di nascondere le sue difficoltà

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Passa o non passa, il “cambio di passo”? Dietro questo scioglilingua è bloccata la politica messinese da un mese. De Luca è in difficoltà con le partecipate. Ha tradito il programma elettorale facendone quattro in più anziché ridurle a una sola; ha creato un mostro con la liquidazione ATM; Messina Social City è senza Direttore Generale e quello che c’era ha denunciato cose gravi; il risanamento edilizio (che doveva essere risolto 14 mesi fa) è al palo.
Ingranaggi complicati sui quali si rivela la difficoltà (anche psicologica e relazionale) del Sindaco a gestire realtà complesse.Che fare allora? Ecco la trovata! Proporre un titolo senza significato concreto, ottimo però per avvitare i gruppi consiliari sul proprio ombelico, distogliendoli dalle difficoltà amministrative (ATM, Social City, “cartelle pazze”, PRG, difesa del suolo,…), per prendere un po’ di tempo. E per negoziare. In concreto il cambio di passo è il nulla. Dietro i titoli nessuna proposta, i fedelissimi giurano che i Consiglieri non saranno coartati (l’intergruppo, infatti, è tramontato), che potranno discutere in libertà e votare secondo coscienza, senza patti preordinati, …a allora, a che serve? Per definire un’agenda non c’è bisogno di delibere consiliari: basta mandare una lista all’Ufficio di Presidenza, che finora ha obbedito ai desiderata del Sindaco senza obiettare o resistere! No: il cambio di passo serve a distrarre e trattare.
Ecco D’Alia che continua a piazzare bandierine (ultima: Caldarera), Picciolo che si agita parlando di “rimpasti” necessari, Navarra che, dopo aver “salvato” il contratto di servizio ATM, fa da anfitrione governativo al Sindaco. 
E Genovese che litiga (reggerà fino a lunedì, quest’improvvisa inimicizia)? Dopo il “chiarimento” nel Movimento 5 Stelle, la nebbia avvolge il PD, che non è uscito dalle divisioni e irresoluzioni che colpiscono il suo gruppo e la sua “galassia”. Un giorno dichiara guerra all’amministrazione, e il giorno dopo quelli che più si agitano sui social fanno “soccorso rosso” a De Luca. Nei corridoi si sentono mugugni, ma gli Onorevoli anziché parlare con la base ascoltano le mistificazioni deluchiane e ci mettono la faccia. E i mugugni restano lì, senza produrre effetti politici. In fondo sarà il PD, nel bene o nel male, a definire la sorte del “cambio di passo”. A decidere se vuole essere il “nuovo” che offre spazio di parola, di ascolto, di protagonismo ai gruppi e movimenti che vogliono una Messina moderna e lontana dalla logiche delle consorterie o se preferisce fare da stampella zoppa (e triste) al ripristino marciante delle vecchie logiche e dei vecchi metodi.
La città aspetta, e chiede di essere ascoltata, difesa, amministrata nell'interesse pubblico.
sabato 18 gennaio 2020


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