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Il mercato delle Maraviglie della natura
venerdì 28 maggio 2010
Il mercato delle Maraviglie della natura

E’ stato presentato, presso l’aula magna del rettorato, alla presenza di accademici e politici, ma anche di molti studenti, il volume “Il mercato delle maraviglie della natura overo istoria naturale del cavalier Nicolò Serpetro”, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Messina, della Provincia regionale ed del Comune di Raccuja. Per l’Università di Messina ha parlato Antonino Pennisi, preside della facoltà di Scienze della Formazione, che ha lodato la realizzazione di questo evento, come un ulteriore mezzo per riflettere assieme su tematiche importanti, come la meraviglia, qualcosa che oggi sembra persa. In rappresentanza della Provincia, Pasquale Monea,  Assessore ai Lavori pubblici, il quale ha portato i saluti del presidente Nanni Ricevuto e la solidarietà della Provincia verso iniziative come questa, volte a valorizzare esponenti importanti della cultura del nostro territorio. La ristampa anastatica del volume di Serpetro, comparso a  Venezia nel 1653, si avvale dell’ accurata introduzione di Santi Lo Giudice, presidente dell’associazione Amici di Serpetro, e di una postfazione didascalica e semantica di Antonino La Mancusa e di Carmelo La Mancusa. Lo Giudice ha voluto prendere la parola durante l’incontro, solo per ringraziare tutti coloro che avevano collaborato alla redazione della ristampa ed alla presentazione della stessa, intervenendo anche solo con la loro presenza. A moderare gli interventi esplicativi del saggio, di filosofia teoretica, di Serpetro e delle sue tematiche, Salvatore Emanuele, che ha presentato brevemente la figura di Nicolò Serpetro. Quest’ultimo filosofo del XVII secolo, nato a Raccuja, si dedicò alla filosofia della natura, divenne famoso nel mondo della cultura con l'opera “Il Mercato delle Maraviglie” in cui espone numerosissimi segreti della natura, spinto da una forte passione, in un coinvolgimento dal sapore dionisiaco. A causa di quest'opera Serpetro fu accusato di eresia e pratiche di magia occulta dal Tribunale della Santa Inquisizione di Palermo, dal quale fu condannato al carcere. Sulla maraviglia, che è stato l’oggetto degli studi del filosofo seicentista, si esprime Mario Ruggenini, il quale accosta questa parola al sapere contemplativo di Platone. Egli sottolinea che tale termine, però, può avere varie accezioni, spesso, infatti, si identifica come un sentimento angoscioso. Ruggenini, creando un parallelo con la morte, afferma che non possiamo sfuggire da essa, come non possiamo sfuggire dalla meraviglia, in quanto La metafisica della meraviglia è il destino dell’esistenza. Pertanto è necessario comprendere che la morte fa parte della vita ed anzi deve essere uno stimolo per vivere più pienamente, sempre con la voglia di scoperta e di meraviglia. Un intervento dissacratorio del testo di Serpetro, è quello di Mario Alberghina, che da studioso di storia della scienza, vede il tale testo come un plagio del testo di uno scienziato della sua epoca ed, inoltre, poco scientifico. Sicuramente un intervento valido, ma poco azzeccato in un contesto in cui si voleva esaltare la figura del filosofo. A contrastare l’intervento di Alberghina, Salvatore Cavallo, che pur essendo fisico, ha risollevato la figura di Serpetro e si è concentrato sull’ambientazione del testo, il mercato, espandendo il concetto, anche alla tipologia di quello arabo. Il mercato, infatti, è ritenuto da Cavallo un luogo di aggregazione, dove meglio conoscere e comprendere le varie personalità. Che lo si apprezzi o lo si ritenga solo un manipolatore degli studi altrui, Nicolò Serpetro ha, comunque, dato un forte contributo alla cultura della sua epoca, il seicento.

Marilena Faranda
Fabio Lombardo - Soluzioni per internet