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Recuperare l’identità di Messina e lavorare insieme per lo sviluppo

Il sindaco De Luca accetta le proposte del MCL

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La creazione di un Osservatorio Permanente per lo Sviluppo e il Lavoro a supporto delle Istituzioni e del territorio, che metta insieme le forze produttive, economiche, sociali e professionali e un piano regolatore per la disabilità sono queste le proposte avanzate dal presidente provinciale del MCL, Fortunato Romano al Sindaco di Messina, Cateno De Luca in occasione dell’incontro organizzato ieri sera nella sede provinciale del movimento. 
Proposte accettate dal primo cittadino con la possibilità di partire a tutti gli effetti già dal mese di gennaio 2020. 
"Osserviamo con attenzione il lavoro di riorganizzazione della città e delle sue Istituzioni che questa amministrazione sta mettendo in atto affinché Messina diventi città normale - ha esordito il presidente provinciale Fortunato Romano – e siamo pronti a dare una mano perché risulta fondamentale recuperare l’identità della città in una visione unitaria che guardi al futuro”. 
Un incontro proficuo sul tema “Giovani, Lavoro e Sviluppo” per stabilire tutti i processi utili per dare risposte ai tanti messinesi che quotidianamente lasciano la città per studio o per lavoro. 
Perché restare o investire a Messina – dichiara il Sindaco – sono domande legittime che mi pongo da cittadino e nel momento in cui riuscirò a dare una risposta compiuta significa che avrò vinto la prima parte della nostra battaglia. Fino a quando non riuscirò a dare delle risposte esaustive significa che sono ancora nella fase della chiacchiera. Mi è stata consegnata una città che non è normale e che negli ultimi anni si è rassegnata. Serve rompere gli incantesimi che si sono formati e riportare la normalità e la competitività del territorio e per fare questo serve il coinvolgimento del tessuto economico, sociale e politico del territorio stesso”. 
Al centro tanti altri temi come i servizi sociali per i quali il Movimento Cristiano Lavoratori ha chiesto che si abbandoni la visione dei "servizi sociali" come azione di assistenza, seppur giusta e indispensabile, per passare alla costruzione di politiche sociali che generino un secondo welfare sostenibile e produttivo. 
Dall’organizzazione anche la richiesta di maggiore attenzione alle disabilità permanenti o transitorie, per una città che strutturalmente oltre che culturalmente possa consentire ai disabili la conduzione di una vita da normale cittadino.
martedì 22 ottobre 2019

Cristina D'Arrigo

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