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Il romanzo d'esordio del giornalista messinese Francesco Musolino

L’attimo prima che diventa realtā

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Vivere con la paura di dimenticare i momenti importanti della vita, il ricordo, il profumo, gli abbracci di chi non c’è più. Chiudersi nel dolore e decidere di vivere in una sorta di limbo, un habitat dove più niente e nessuno ci può fare del male. 
"L'attimo prima", il romanzo di esordio del giornalista Francesco Musolino edito da Rizzoli, è un libro che ci mette davanti all'importanza del qui e ora, del sapere vivere e apprezzare fino in fondo quello che stiamo vivendo nel momento in cui lo viviamo. 
Un viaggio nel dolore della perdita, nello smarrimento di fronte alle difficoltà, alle cadute, alla presa di coscienza che tutto possa svanire l'attimo prima di realizzarsi. Ma è anche il libro della rinascita, delle cicatrici che si mostrano con coraggio perché sono parte di noi, ci rendono unici nel dolore e nella forza di agire. Una trama svelata ieri pomeriggio in occasione della “presentazione del cuore” presso la Chiesa di Santa Maria Alemanna da Francesco Musolino e la giornalista Anna Mallamo. 
“L’attimo prima” è la storia di Lorenzo, un giovane di 25 ani, cresciuto sotto il tavolo di legno del ristorante “La Bella Tavola” dei genitori Sara e Leandro, aperto alla fine degli anni Settanta a Messina. L’ambiente principale era un’ampia stanza con cinque tavoli presi da un rigattiere. Cinque tavoli, venti coperti al massimo. Abbastanza perché il loro progetto di vita potesse cominciare. 
Lorenzo sognava di diventare chef, aveva davanti mille progetti, ma una domenica tutto cambia. Leandro muore e per Lorenzo la vita con "gli occhi fissi sul soffitto ad aspettare che i sogni diventino realtà finisce". Il dolore occupa l’intera esistenza di Lorenzo che si rifugia a lavorare in un'agenzia di viaggi, a mangiare nella pausa pranzo solo insalate, a immaginare la vita degli altri perché la sua si è fermata nel momento in cui la sua figura di riferimento è andata via, per sempre. 
E mentre Lorenzo è immobile, in Sicilia e nella sua amata Messina succede di tutto, un terremoto, la neve, la siccità, una pioggia torrenziale. La Sicilia descritta da Musolino è diversa dallo stereotipo, è una terra di ossimori, o meglio è una terra surreale. Lorenzo si rifiuta di vivere per paura di dimenticare chi si è amato, come se continuare a cercare, a scoprire, equivalga a cancellare ciò che si è perso. 
Toccherà a sua sorella Elena stanarlo e praticare un kintsugi degli affetti, rimettendo insieme i cocci della sua esistenza. Il timore di dimenticare chi abbiamo amato non dev’essere una scusa per rinunciare e che dal dolore si può rinascere più forti di prima. 
L’attimo prima è un viaggio per imparare che niente e nessuno avrà mai il potere di mettere un freno alla nostra vita. Cadremo mille altre volte e troveremo la forza di rialzarci ogni volta.
sabato 5 ottobre 2019

Cristina D'Arrigo

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