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“Il rasoio di Occam” in prima nazionale al Clan Off Teatro

Nuotare nel mare dell’esistenza con leggerezza e semplicità

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La Sicilia degli anni Settanta, dei fatali anni di piombo fa da sfondo ad un racconto di esistenze che si consuma entro i ristretti limiti di un salone da barbiere. Un luogo dove l’apparente immobilità temporale si scontra con l’irrompere della storia, un luogo piccolo scelto come ambientazione della pièce teatrale “Il rasoio di Occam” in scena questo week end, in prima nazionale, al Clan Off Teatro
“Tanino il barbiere” abita questo spazio lavorativo, dove ogni giorno è uguale all’altro. Crede nella sua “missione”, cerca di svolgerla nel migliore dei modi, accogliendo e servendo i suoi clienti. Tra una passata di schiuma e l’altra, tra un colpo di rasoio e un altro, ascolta ciò che essi hanno da dirgli e attraverso loro conosce ciò che accade all’esterno ma anche ciò che accade nell’io di ciascuno. Conosce meglio il mare dell’esistenza, quel mare in cui ognuno di noi nuota quotidianamente. 
Un “mare” che negli anni Settanta si presentava agitato da forti venti di burrasca, padri di onde lontane, incapaci di raggiungere in alcun modo il salone. Eppure, una mattina come tante la storia varca quella soglia dell’irrealtà, la radio annuncia l’assassinio di Aldo Moro, un ladro irrompe nel “nido” di Tanino. Tanino, un suo cliente abituale, “il professore” e un ladro: uno scontro di “mondi” che si tramuta, presto, in uno straordinario incontro tra esistenze. Il destino li ha fatti incontrare perché in uno spazio fisico e temporale ristretto potessero imparare come operare nel mare della vita. Potessero ripartire, abbassare la bandiera del fallimento e innalzare quella della vittoria. Il ladro fino ad ora ha fallito costantemente poiché non è mai stato in grado di scegliere nulla, non ha mai avuto il coraggio di compiere alcuna azione, di concludere qualcosa positivamente. Ha mancato, perfino, l’ultimo bersaglio che si era prefisso: una rapina in banca. Il professore, nondimeno, guarda all’esistenza con gli occhi di un uomo colto, crede di poter riversare, facilmente, le conoscenze del “mondo di carta” nel mondo sensibile. Eppure, non è cosi semplice ed egli non diversamente dal ladro va incontro al fallimento. Le loro esistenze incontrano quella di Tanino, che nella sua semplicità, nella sua ignoranza ha capito come muoversi, come nuotare nel mare dell’esistenza. Ha compreso e applicato, senza conoscere né l’autore né il principio logico, la teoria del “rasoio di Occam”. “A parità di fattori la spiegazione più semplice è preferibile”. E per saper nuotare nel mare della vita bisogna tenere a mente questo principio, vivere con maggiore leggerezza, proprio come quelle hit anni 70 risuonanti nel salone, invitano a fare. 
Una pièce ben costruita, ad iniziare da un ottimo testo teatrale, nato dalla collaborazione tra Giusi Arimatea e Giovanni Maria Currò, testo che coniuga al meglio ironia e riflessione. Un incontro professionale che si unisce ad un altro non meno significativo, quello tra Mauro Failla, Tino Calabrò e Alessio Bonaffini. Tre attori capaci di immedesimarsi e di raccontare le storie di tre uomini che il destino volle vissero nella Sicilia degli anni di piombo. Una terra che non mostrava il suo volto migliore, un’isola che il mare circostante sembrava contribuire a separare dal resto del mondo, sembrava acuire l’alienazione dei suoi abitanti. Ecco che essi vivevano, sempre, nell’attesa di vivere, nell’attesa di scegliere prima che il sipario calasse definitivamente sulle loro esistenze. 
Esistenze affini e dissimili da tante altre che sono state raccontate nell’ambito di questa straordinaria terza stagione offerta dal Clan Off Teatro. Una stagione che ha visto più di duemila presenze vivere in quello che si conferma sempre più, a distanza di tre anni dall’inizio di questa meravigliosa “follia creativa”, un piccolo grande spazio teatrale. Uno spazio sul cui palcoscenico, spettacolo dopo spettacolo, si sono incontrate e raccontate esistenze, tra realtà e finzione, fino a quest’ultimo appuntamento. Con “Il rasoio di Occam” cala il sipario su questa terza stagione. Si tratta, però, solo di un “intervallo” temporaneo, tra un atto teatrale e l’altro. Mentre gli applausi, infatti, renderanno ancora merito alla fine di questo mirabile terzo atto, giungerà ottobre 2019, quando il sipario si alzerà nuovamente ed il pubblico del Clan Off si appresterà a vivere, ancora una volta, la magia del teatro, a conoscere ed incontrare nuove esistenze.


domenica 12 maggio 2019

Alessia Vanaria

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