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La giovane e talentuosa scrittrice messinese è in corsa per il Premio Strega con "Addio fantasmi"

Nadia Terranova in corsa per il “Premio Strega“

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La giovane e affermata scrittrice messinese, già insignita di diversi riconoscimenti, è stata selezionata dal Comitato che entro il 7 marzo renderà noti i nomi dei dodici concorrenti. Anche l'ultimo romanzo dell'autrice è ambientato a Messina. Emerge, in questo romanzo, una grande dote della scrittrice messinese: l'innata capacità di descrivere i vari stati d'animo e le sofferenze interiori che, a volte, come"fantasmi" tornano alla mente di chi vive una situazione di disagio per l'assenza del padre. Come le grandi e affermate scrittrici del passato Nadia Terranova riesce magicamente a percepire e a descrivere le sensazioni umane con una sensibilità unica e rara.

Trama del romanzo
Ida è appena sbarcata a Messina, la sua città natale: la madre l’ha richiamata in vista della ristrutturazione dell’appartamento di famiglia, che vuole mettere in vendita. Circondata di nuovo dagli oggetti di sempre, di fronte ai quali deve scegliere cosa tenere e cosa buttare, è costretta a fare i conti con il trauma che l’ha segnata quando era solo una ragazzina. Ventitre anni prima suo padre è scomparso. Non è morto: semplicemente una mattina è andato via e non è piú tornato. Sulla mancanza di quel padre si sono imperniati i silenzi feroci con la madre, il senso di un’identità fondata sull’anomalia, persino il rapporto con il marito, salvezza e naufragio insieme. Specchiandosi nell’assenza del corpo paterno, Ida è diventata donna nel dominio della paura e nel sospetto verso ogni forma di desiderio. Ma ora che la casa d’infanzia la assedia con i suoi fantasmi, lei deve trovare un modo per spezzare il sortilegio e far uscire il padre di scena. Fra il tramonto e la cena, l’assenza di mio padre tornava a visitarmi. Aprivo il balcone sperando che il temporale filtrasse dai soffitti e squarciasse le crepe sul muro, supplicavo la tramontana di trasformarsi in uragano e rovesciare in terra l’orologio e le sedie, all’aria il letto, i cuscini, le lenzuola. Non vuoi sapere che sono diventata grande, non ti interessa?, chiedevo, e nessuno rispondeva.
mercoledì 13 febbraio 2019

Dario Buonfiglio

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