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Le opere sono il risultato di una rigorosa progettazione

Il punto di congiunzione di Nino Bruneo

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La rassegna “R-esistenza d’artista. Visioni d’arte contemporanea” curata da Saverio Pugliatti al Teatro Vittorio Emanuele fonde in questo nuovo appuntamento scultura e pittura. L’artista è Nino Bruneo con la personale dal titolo “Punto di congiunzione”.
L’esposizione, ospitata nella sala mostre, prende in esame una selezione della vasta produzione di Bruneo e rappresenta un’occasione preziosa per visionare i suoi bozzetti, disegni in bianco e nero o a colori, risultato di una rigorosa progettazione. Realizza da solo i colori e i smalti che decide di utilizzare. Usa paste refrattarie, legno, gres, terre varie, in una parola tutto ciò che può essere manipolato.
Vincitore nel 1960 del premio d’arte “Tavolozza d’oro” e del Premio FUCI, insegnate dal 1966 al 1997 all’Istituto d’Arte “Ernesto Basile” di Messina, ha saputo in tutti questi anni infondere nelle sue opere la maestria del pittore raffinato e dell’abilissimo scultore astrattista.
Ho iniziato a manipolare la creta da ragazzino poi ho frequentato l’Istituto d’Arte per la ceramica di Santo Stefano di Camastra e dopo l’Istituto d’Arte di Palermo. Mi sono appassionato inizialmente alla pittura e successivamente alla scultura. Questa mostra non è stata pensata e non ha un percorso preciso. Ogni visitatore proverà una emozione in rapporto alla sensibilità che ha, non ci deve essere nessun tipo di condizionamento. Le opere sono il frutto di ispirazione e ricerca interiore”.
Osservando le varie sculture affisse alle pareti o poggiate su colonnine lungo la stanza si resta colpiti dalle sensazioni tattili che le opere sembrano regalare. Le superfici, ora lisce e levigate, ora percorse da graffiti ed iscrizioni invitano il visitatore a percorrerli con la punta delle dita e a tirare fuori quel punto di congiunzione tra la materia e la sua assenza. Diventa protagonista anche il vuoto che in realtà è carico di valore estetico. Tutto è in perfetto equilibrio, nulla è inserito a caso.
L’artista inoltre non assegna volutamente un titolo alle sculture. Il percorso, che in realtà le opere da sole costruiscono, lascia spazio all’impressione uscendo dalla sala di essersi immersi in una mostra che è continua ricerca, che svela e non svela verità, che indaga sul perché delle cose. 
"Bruneo, individuato il suo orizzonte di ricerca, - come ci racconta Cristina Lopresti che ha curato il testo critico della mostra - elabora una personale cifra stilistica che lo rende uno degli artisti messinesi più rappresentativi ed apprezzati della sua generazione”.
La mostra resterà fruibile al pubblico fino al 21 febbraio da martedì a domenica dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 21:00.
Foto di Antonio De Felice
giovedì 11 febbraio 2016

Cristina D'Arrigo

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